IL COMUNE BATTE CASSA?




Basilicata | Paolo Cirigliano | 14 gennaio 2011 alle 17:21

Ricevo e volentieri pubblico.168525_191519840865052_100000211115159_792376_3087504_n

A Noepoli, all’improvviso, non esiste più, o quasi, la proprietà privata! Decine di cittadini, forse centinaia, in questi giorni si sono visti recapitare a casa un “invito al pagamento dei canoni di natura enfiteutica gravanti sui terreni allodiali, legittimati ora allodiali e ancora civici”. Espressione che sottintende l’intento del Comune di far pagare dei canoni arretrati degli ultimi 6 anni ai proprietari di svariati terreni, perché considerati livellari e non proprietari. Il principio alla base di queste pretese, così come spiegato dal Comune di Noepoli stesso, è semplice ma assolutamente privo di ogni logica e buon senso. Si sostiene che, nell’ultimo secolo e anche prima, quando si effettuava la compravendita di un terreno, una donazione o una successione, e si sottoscriveva un atto pubblico dal notaio, considerato che non si facevano controlli sull’effettiva proprietà dei terreni, queste pratiche erano viziate da procedimenti non proprio rispettosi delle regole. Secondo questa ricostruzione, in buona o in cattiva fede, i notai avrebbero firmato atti sostanzialmente falsi e i cittadini si sarebbero appropriati di terreni ancora di proprietà del Comune. In pratica, nonostante qualcuno abbia comprato o ereditato dei possedimenti, nonostante generazioni e generazioni di famiglie abbiano lavorato duramente su questi terreni, considerandosi, a ragione, legittime proprietarie, oggi si scopre che in realtà l’unico proprietario è il Comune. Significa che possiamo strappare qualsiasi atto di proprietà o altro documento perché nell’ultimo secolo forse qualcuno si è approfittato dell’ignoranza o dell’ingenuità di semplici cittadini? Ovviamente questo sarebbe tutto da provare ma il Comune di certo non se ne preoccupa perché l’importante è solo raccogliere soldi a spese dei noiesi. Ed ecco che arriviamo all’altro punto cruciale della questione. Poniamo che comunque esista una situazione, come quella appunto dei livellari, che bisognerebbe sanare. Perché non è stato adottato un metodo di conciliazione con i cittadini? Perché, secondo quale criterio o secondo quale legge è stato stabilito un canone di 90 euro/ettaro, quando in altri comuni, in provvedimenti analoghi, il canone è molto più basso, e quando la legge regionale stabilisce altri criteri? Forse perché ci sono debiti causati da anni di cattiva amministrazione e si vuole presentare il conto ai noiesi? Un famoso politico italiano diceva “a pensar male si fa peccato , ma spesso ci si azzecca”. Magari i nostri amministratori hanno pensato che far pagare migliaia di euro a famiglie già disagiate e in difficoltà economiche fosse una buona idea. Magari qualcuno è anche nostalgico della vecchia Unione Sovietica dove tutto era dello Stato. Magari qualche luminare ha ritenuto opportuno far pagare a noi errori del passato. Magari è solo una semplice mancanza di rispetto e un tentativo di, scusate il termine, fregarci.
Francesco Musmanno
da “La Nuova del Sud” del 13/01/2011

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SI PRECISA CHE IL COMUNE DI NOEPOLI,  IN DATA 26.01.11, HA PUBBLICATO UN AVVISO IN CUI INVITA I CITTADINI A SOSPENDERE I PAGAMENTI IN ATTESA DI NUOVE DETERMINAZIONI E CHIARIMENTI DA PARTE DELLA REGIONE.

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Articolo scritto da Paolo Cirigliano

Paolo Cirigliano Paolo Cirigliano Scrive su questo blog per dare voce ad una delle zone più dimenticate della Basilicata.
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