Inchiesta “DOMINO” il grande imbroglio Lucano che fa tremare i palazzi della politica




Basilicata | Paolo Cirigliano | 30 maggio 2011 alle 11:50

[Osservatorio Media] Riportiamo di seguito l’interessante articolo di Pino Perciante pubblicato oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Mette in luce aspetti sui gravi indizi di colpevolezza a carico di indagati ed arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Domino”. Una maxi truffa che vede coinvolti per il momento imprenditori ed amministratori di società in Basilicata attive nel settore delle energie rinnovabili sulle quali la Ola ed i comitati locali da tempo ne evidenziavano, in grandi linee, lo scopo speculativo e gli interessi. Una inchiesta che – secondo la Ola – non ha niente di diverso da quanto avvenuto anche in altre regioni italiane sulle energie rinnovabili divenute purtroppo un settore ove si sono accesi gli appetiti di speculatori e/o loro prestanome ed anche gli interessi ddel mondo della politica. Di seguito l’articolo di Perciante che offre interessanti spunti di riflessione sul ruolo delle società, dietro cui vi sono i nomi di quello che la Guardia di Finanza ed il GIP definiscono maxi truffa. Una indagine che inevitabilmente finirà per coinvolgere e far tremare i palazzi della politica. Li da dove partono le autorizzazioni ambientali ai progetti energetici:[di Pino Perciante *] Ecco il grande imbroglio da 91 milioni di euro come emerge dalle 133 pagine dell’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip di Lagonegro, Lucia Iodice, su richiesta del pm Francesco Greco. Il provvedimento svela tutta la vorticosa rete di relazioni commerciali ed economiche finte messe in piedi dall’ex sindaco di Latronico Franco Mastropietro arrestato mercoledì scorso, insieme ad altre quattro persone, dalla Guardia di finanza di Lauria nell’ambito dell’operazione «Domino» che vede anche quindici indagati a piede libero. Insieme a Mastropierro, un ruolo di primo piano nell’organizzazione smantellata dalla Gdf lo assume anche un altro degli arrestati: Francesco Solimando, di Policoro, ex della giunta della Camera di commercio di Matera. A lui come a Mastropietro sono riconducibili diverse società (Energaia Srl, Clean Energy Srl, Euroimpianti Srl, Windenergys Srl,Ventilo Srl, Vis elettrica Srl). La frode raggiunge il culmine proprio quando i due vengono in contatto. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti la Medialuc (gruppo Mastropierro), emette una fattura (la numero 79 del 10 dicembre 2007) ad Energaia (gruppo Solimando) che reca come oggetto «fornitura biomassa per centrale di Teana – contratto del 3 dicembre 2007- primo acconto». Ma dell’impianto non è ancora sorta neppure la prima pietra, che mai sorgerà. La centrale di Teana non è un progetto da realizzare, ma serve solo a mascherare una serie di false fatturazioni per non pagare le tasse. Un imponibile di quella fattura era di 100mila euro, l’iva di 20mila

euro. E’ uno degli esempi più eclatanti del grande imbroglio ma ce ne sono altri. Per la ditta individuale di Domenico Chiacchio (tra gli indagati), la Medialuc emette una fattura (la numero 35 del 30/12/2007) per un imponibile di 25mila euro e iva di 5mila euro che reca come oggetto «emetto fattura in merito allo studio di fattibilità ed ai rapporti con le boschive del territorio per parco nazionale del Pollino – primo acconto» . La fattura, scrive il gip, siriferisce ad un’operazione inesistente perché la ditta Chiacchio è titolare solo di una piccola attività commerciale. In altri casi è risultato che ditte destinatarie di fatture erano all’oscuro di tutto. Ma tornando alla centrale, il 17 gennaio 2007 la Medialuc acquista per 17.500 euro da un privato a Teana un terreno che il 9 febbraio viene venduto alla Energaia (gruppo Solimando) al prezzo di 230mila euro più iva (46mila eur o) per un totale di 276 mila euro. Per tale cessione la Medialuc emette fattura numero 1 del 15 gennaio 2007. Circa un anno dopo, il 20 febbraio 2008 vengono registrati altri due atti: con il primo ,del 23 gennaio 2008, la Medialuc acquista da un privato ulteriori particelle confinanti con il precedente terreno per l’importo di 40 mila euro; con il secondo vende le particelle sempre alla Energaia per l’ importo di 210 mila euro. Per questa ulteriore cessione la Medialuc emette fattura numero 4 del 31 gennaio 2007 per 252mila euro. Per il gip:«Un aumento di valore cosi elevato in cosi poco tempo in un’operazione che si ripete per lo stesso fondo ad un anno di distanza, e, poi, con le stesse modalità anche per un altro fondo, non può spiegarsi semplicemente con le regole del libero mercato, soprattutto se le due società,Medialuc ed Energaìa, prima, e Mediafin ed Energaìa, poi, operano in un quadro già caratterizzato da finalità criminose mediante lo scambio di fatture per operazioni inesistenti. In definitiva, si è accertato che questa doppia vendita ha obbedito alla funzione di creare un costo fittizio elevato (la seconda cessione) per la Energaia srl, idoneo ad abbattere in misura rilevante l’ammontare dei ricavi». Un’altra fattura emessa «per prestazioni eseguite per il raggiungimento della delibera regionale a costruire la centrale a biomasse in Teana»( ndr la Regione esprimerà in seguito diniego alla società Energaia), si rivela, secondo gli inquirenti, clamorosamente falsa. Infatti, si è accertato che mentre Medialuc ha registrato la fattura n.112 del 27 dìcembre 2007 per l’importo di 15 mila euro, la Vis Elettrica ha dichiarato la fattura n. 82 del 27 dicembre 2007 (identica nella descrizione della prestazione) con un importo imponibile pari a 350mila euro. In sostanza, lo stesso documento è stato registrato con uno zero in più che decuplica l’imponibile. A fronte di costi sostenuti per circa 30 mila euro, la Tecnocostruzioni avrebbe fornito macchinari in acciaio per industrie alimentari per oltre un milione di euro, effettuato lavori di movimento terra, posa in opera di impianti, indagini per individuazioni di terreni per il fotovoltaico, mini eolico e grande eolico in alcuni comuni del materano: tutto falso.

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Articolo scritto da Paolo Cirigliano

Paolo Cirigliano Paolo Cirigliano Scrive su questo blog per dare voce ad una delle zone più dimenticate della Basilicata.
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